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mercoledì, 7 Dicembre, 2022
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    Vibonati, questione rifiuti. Entra nel Futuro chiede le dimissioni della maggioranza

    La vicenda della discarica emersa a seguito una frana a Vibonati, continua ad essere al centro dell’attenzione, anche per effetto dei recenti avvisi di garanzia notificati a 6 persone nell’ambito di indagini che la Procura della Repubblica di Lagonegro sta portando avanti per accertare ipotesi di responsabilità in merito proprio al tema rifiuti con possibili responsabilità per danno ambientale.

    Tra i destinatari degli avvisi di garanzia anche il sindaco in carica di Vibonati Manuel Borrelli e l’ex sindaco Franco Bruso. Avvisi di garanzia, che hanno spinto la minoranza consiliare Entra nel Futuro con capogruppo Giovanni Scognamiglio, ad intervenire in maniera dura, chiedendo le dimissioni del primo cittadino. Dimissioni che vengono richieste anche alla luce di mancate risposte alle formali richieste di chiarimenti formulati dal gruppo in tempi immediatamente successivi alla scoperta del cumulo di rifiuti che risultavano essere stati interrati in un’area che doveva poi ospitare un poligono da tiro.

    Nel gennaio scorso, una frana provocata dal maltempo, aveva fatto riemergere una enorme quantità di rifiuti. Una scoperta che aveva visto il gruppo guidato da Scognamiglio presentare una interpellanza al primo cittadino, alla luce anche della presenza di tracce di sbancamento effettuate con una ruspa, per la realizzazione del poligono senza l’istituzione di regolare cantiere come da legge. Nel documento inviato pochi giorni dopo la scoperta, sottolineando come la situazione richiedesse l’individuazione di responsabilità, chiedevano quali iniziative l’amministrazione comunale, intendesse intraprendere a tutela dell’ente. La richiesta del gruppo Entra nel Futuro, rimase all’epoca priva di risposta. A distanza di oltre 9 mesi, arriva invece la notifica degli avvisi di garanzia che spingono il gruppo guidato da Giovanni Scognamiglio a chiedere a gran voce le dimissioni della maggioranza viste anche le ipotesi di reato che hanno portato all’emissione degli avvisi di garanzia.

    I fatti venuti alla luce nei giorni scorsi – scrivono da Entra nel Fututro – sono di gravità inaudita per le 9 ipotesi di reato e, tra le più gravi anche: abuso d’ufficio, violazione delle norme urbanistiche paesaggistiche e idrogeologiche e inquinamento ambientale.

    Nel manifesto viene anche riportato come, già nell’interpellanza del gennaio scorso i consiglieri di opposizione avevano evidenziato le chiare responsabilità amministrative del disastro chiedendo al sindaco di provvedere alla costituzione come parte civile e si legge: “l’adozione di provvedimenti nei confronti del responsabile dirigente, autore di una determina senza delibera di giunta”.

    Richieste a cui il sindaco non aveva risposto “aveva riposto – si legge ancora sul manifesto – la speranza nella nostra esclusione dal consiglio comunale”. Infine, il gruppo di Entra nel Futuro annuncia la richiesta di convocazione di un consiglio comunale per discutere la vicenda e per far si che, i consiglieri si assumano “ciascuno le proprie responsabilità”.

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