Più che una scissione, i promotori definiscono “Per l’Italia del domani” una rifondazione politica guidata dalla continuità della classe dirigente. In Campania, Marco Rizzo affida il coordinamento regionale ad Antonio Criscuolo per consolidare la transizione sul territorio.
Più che una scissione, la nascita del progetto "Per l'Italia del domani" assume i contorni di una vera e propria rifondazione organizzativa. La scelta della stragrande maggioranza del gruppo dirigente di seguire Marco Rizzo priva Democrazia Sovrana Popolare dei suoi quadri storici, determinando un travaso politico di portata nazionale.
I promotori della svolta richiamano un noto principio della teoria dell'organizzazione politica: "Un esercito già esistente è distrutto se vengono a mancare i capitani; mentre un gruppo di capitani affiatati e con fini comuni non tarda a formarne uno nuovo anche dove non esiste". È la fotografia esatta di quanto sta accadendo: la classe dirigente non si definisce per le sole cariche formali che ricopre, ma per il rapporto di fiducia e riconoscimento che ha saputo costruire nel tempo con la propria comunità.
Il messaggio lanciato ai militanti è netto e non lascia spazio a repliche: l'autorità politica non si decreta dall'alto con un semplice verbale burocratico o attraverso una trasmissione via web. Si conquista, al contrario, sul campo: con il lavoro quotidiano, gli incontri pubblici, la coerenza e il mutuo riconoscimento tra vertici e iscritti.
Elementi che, secondo i fuoriusciti, hanno spinto la parte maggioritaria della base a sposare senza riserve la nuova direzione. La nuova struttura organizzativa si muove rapidamente per presidiare i territori.
Per la Campania, Marco Rizzo ha deciso di affidare le chiavi della transizione ad Antonio Criscuolo, nominato ufficialmente coordinatore regionale. Spetterà a lui tradurre la forte adesione locale in una struttura politica coesa e radicata sul territorio campano.


