Il reparto di Oncologia dell’ospedale di Polla è al centro di una denuncia istituzionale: secondo il consigliere Antonio Addesso, a fronte di 250 pazienti in trattamento attivo ci sono solo 6 postazioni per le infusioni. Nella nota inviata a Governo, Regione e ASL Salerno, viene chiesto un potenziamento immediato di spazi, dotazioni e organico per garantire cure dignitose ai malati oncologici del Vallo di Diano.
Un grido d'aiuto per tutelare i malati oncologici del Vallo di Diano e garantire loro il diritto a cure dignitose. Il consigliere comunale di Auletta, Antonio Addesso, ha sollevato ufficialmente il caso del reparto di Oncologia del Presidio Ospedaliero "Luigi Curto" di Polla, definendo la situazione attuale «ormai insostenibile nei numeri».
Attraverso una nota ufficiale inviata al Governo nazionale, alla Regione Campania e alla Direzione Sanitaria dell'ASL Salerno, l'esponente politico ha evidenziato una sproporzione drammatica tra la richiesta di cure e le strutture disponibili nel nosocomio pollese: 250 pazienti attualmente in carico e in trattamento attivo; 6 postazioni totali disponibili per l'infusione delle terapie salvavita; centinaia di famiglie costrette ad affrontare attese e disagi in un momento di estrema fragilità.
Secondo quanto riportato da Addesso in testate locali come Vallo Più, il reparto riesce a garantire le prestazioni assistenziali solo grazie all'enorme sacrificio e all'umanità del personale medico e paramedico. Tuttavia, il carico di lavoro non è più gestibile con le attuali risorse fisiche e di organico.
«L'Ospedale di Polla – ha sottolineato il consigliere comunale di Auletta Addesso - non è un piccolo presidio di periferia ma rappresenta un punto di riferimento autorevole e riconosciuto per l'intero territorio». Per questo motivo, l'oncologia pollese «non va solo mantenuta, va urgentemente ampliata».
Addesso chiede una mobilitazione immediata e senza rinvii a tutti i livelli istituzionali per ottenere: l'incremento delle poltrone e degli spazi per i trattamenti infusionali; il potenziamento dell'organico medico e infermieristico; una programmazione strategica a lungo termine che valorizzi la struttura medica valdianese.
La palla passa ora alla Direzione dell'ASL e agli organi regionali, chiamati a dare risposte concrete a pazienti che non possono permettersi il lusso di aspettare.


