
A Sanza si è svolta una giornata all’insegna della preghiera, della condivisione e dello stare insieme, organizzata dall’Arciconfraternita Maria SS della Neve, con la partecipazione di don Roberto Faccenda. Un appuntamento pensato come occasione per trascorrere del tempo insieme e rafforzare i legami all’interno della comunità. La giornata si è aperta con un momento di preghiera, nella Villa Comunale, a cui sono seguiti giochi e attività che hanno coinvolto i giovani in un’atmosfera di allegria e spontaneità. Poi il momento della riflessione che è stato offerto dalla partecipazione di don Roberto Faccenda che ha condiviso il suo libro ‘A(r)marsi con 5 ciottoli’. Sacerdote originario di Eboli, don Roberto è direttore della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno, responsabile del servizio per la pastorale della scuola, assistente ecclesiastico del gruppo scout Salerno terzo e cappellano della squadra di calcio della Salernitana, di cui è tifoso sfegatato. Negli ultimi anni è diventato virale sui social, grazie al suo modo diretto e spontaneo di dialogare con i giovani: un linguaggio schietto, spesso in dialetto, e un look fuori dagli schemi, insolito per un sacerdote, che è arrivato a Sanza in sella alla sua moto. Il dialogo di don Roberto con il giornalista Lorenzo Peluso, accompagnato dal saluto del sindaco di Sanza, Vittorio Esposito e dal Priore dell’Arciconfraternita, Demetrio Laveglia, si è concentrato sulle parole chiave del libro pensato per i giovani e per chi se ne prende cura, ma anche per tutti coloro che sono ancora in cammino alla ricerca di sé. Partendo dalla figura biblica di Davide che incrocia il destino di Golia, in cui ciascuno può ritrovare qualcosa di sé. Da un lato Davide incarna i giovani che si percepiscono piccoli e vulnerabili di fronte alle sfide della vita; dall’altro Golia rappresenta un mondo adulto spesso rigido, poco disposto ad aprirsi e ad ascoltare le nuove generazioni. Un dialogo quello con Don Roberto Faccenda che attraverso storie, immagini e riflessioni, una dopo l’altra, ha finito per toccare le corde più profonde dell’intimo pensiero dei presenti.


