Il governo approva un decreto-legge d’urgenza per fronteggiare il caro gasolio e allentare la tensione nel settore dell’autotrasporto. Stanziati 175 milioni di euro, con la quota principale destinata ai crediti d’imposta per i trasportatori, oltre a misure per agricoltura e pesca e a un intervento strutturale sul trasferimento dei costi del carburante.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge d'urgenza per contrastare il caro gasolio e disinnescare la protesta degli autotrasportatori, che nei giorni scorsi ha rischiato di paralizzare i rifornimenti di cibo e carburante in tutta Italia, in particolare nelle regioni del Sud. Sul piatto l'esecutivo mette 175 milioni di euro complessivi, mirati a dare risposte immediate ai settori più colpiti dai rincari energetici. La parte più consistente del pacchetto di aiuti, pari a 105 milioni di euro, è destinata proprio al comparto dell'autotrasporto per finanziare nuovi crediti d'imposta sul gasolio.
Altri 60 milioni sono stati stanziati per il settore agricolo e 10 milioni per la pesca. Oltre alle risorse economiche, il provvedimento introduce un'importante novità strutturale: una norma che prevede la spalmatura del costo del carburante anche sui committenti, evitando che l'intero peso dei rincari gravi esclusivamente sui piccoli padroncini e sulle aziende di trasporto. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivendicato l'efficacia dell'intervento sottolineando che si tratta di risorse concrete già disponibili. Al contempo, il premier ha inviato un chiaro messaggio di fermezza alle frange più radicali della protesta, dichiarando che non verranno tollerate intimidazioni o blocchi stradali selvaggi da parte di pochi soggetti. Dal canto suo, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso forte soddisfazione per la misura, evidenziando la volontà di tutelare i piccoli operatori con flotte ridotte.
I primi effetti del decreto si vedono già sulle autostrade: i presidi e i blocchi dei Tir che stavano mettendo in ginocchio la rete logistica nazionale e i rifornimenti al Sud sono stati progressivamente rimossi, grazie anche alla mediazione delle istituzioni che sono scese in strada per mantenere aperto il dialogo con i manifestanti. Le principali associazioni di categoria iscritte all'albo hanno espresso apprezzamento per la tempestività dell'esecutivo, definendo lo sblocco dei trasporti un atto di responsabilità nazionale per evitare ulteriori disagi ai cittadini.


