Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro ha portato a conclusione un importante progetto di ammodernamento, efficientamento e ottimizzazione degli impianti irrigui. L'intervento è stato finanziato con 6.349.324,02 euro nell'ambito del Pnrr. “Abbiamo completato un progetto molto articolato e importante -sottolinea il presidente del Consorzio, Beniamino Curcio - portando a termine tutte le azioni nei tempi che ci erano stati assegnati”. Il progetto nasce dalla necessità di ripensare le strategie irrigue in un contesto caratterizzato da periodi siccitosi sempre più lunghi e caldi, alternati a precipitazioni intense e concentrate. “Nei periodi di maggiore emergenza -spiega Curcio - siamo arrivati a immettere nella rete irrigua anche nove o dieci milioni di metri cubi d'acqua prelevati dai corpi idrici naturali. Non possiamo permetterci il lusso di sprecare una risorsa così preziosa. Dobbiamo cambiare approccio, imparare a conservarla e a utilizzarla meglio, seguendo i principi del risparmio idrico ed energetico”.
Gli interventi hanno interessato le quattro principali sorgenti gestite dal Consorzio: quella di Riofreddo a Buonabitacolo, le due sorgenti di Sassano e quella di San Giovanni in Fonte, tra Sala Consilina e Padula. Una parte significativa del finanziamento ha riguardato la rete irrigua consortile, estesa per circa 235 chilometri. Sono state sostituite diverse tratte di condotta deteriorate. Sono state inoltre installate sette nuove elettropompe di rilancio.
Tra le innovazioni più significative figura la sostituzione di 2.225 gruppi di consegna, ossia gli idranti attraverso i quali le aziende agricole prelevano l'acqua necessaria all'irrigazione. La trasformazione introduce anche una novità sostanziale: il pagamento delle tariffe in base ai consumi effettivi, superando il precedente criterio forfettario o legato alla superficie.
Il progetto ha affrontato anche una delle criticità più importanti delle infrastrutture irrigue: le perdite lungo le condotte. Sono state sostituite diverse tratte di condotta, con l'obiettivo di recuperare efficienza e ridurre gli sprechi. Un altro elemento fondamentale del progetto è rappresentato dal potenziamento del telecontrollo, che consente al Consorzio di monitorare costantemente il funzionamento di pompe, idranti e serbatoi. Il progetto ha visto anche l'installazione di 2.276 misuratori e l'estensione dei sistemi di monitoraggio e sorveglianza alle principali sorgenti, compresa quella di San Giovanni in Fonte, dove l'installazione di appositi sensori ha consentito di affrontare la criticità emersa lo scorso anno in relazione al Battistero Paleocristiano di Padula, introducendo un sistema di controllo del livello dell'acqua.


