Grande partecipazione a Monte San Giacomo per la quinta edizione della Consulta dei Sangiacomesi nel Mondo. L’iniziativa ha riunito cittadini residenti ed emigrati in un momento di dialogo istituzionale e comunitario, rafforzando il legame identitario tra il paese e i suoi concittadini all’estero.
Una serata intrisa di orgoglio, memoria storica e profonda commozione ha unito la comunità di Monte San Giacomo in occasione della quinta edizione della Consulta dei Sangiacomesi nel Mondo, svoltasi il 29 luglio scorso. Il monumentale Palazzo Marone ha riaperto le sue porte per accogliere i tantissimi concittadini e le loro famiglie rientrati temporaneamente in paese da ogni angolo d'Europa e del globo. L'iniziativa, coordinata dall'Amministrazione comunale e dal Comitato organizzatore, rappresenta il fulcro delle politiche di coesione identitaria del comune valdianese, mirate a mantenere vivo il legame culturale oltre qualsiasi distanza geografica. I lavori hanno preso il via alle ore 19:00 con l’assemblea ufficiale della Consulta, un fondamentale tavolo di confronto e scambio di esperienze tra residenti ed emigrati. Tra le autorità civili e religiose che hanno preso parte al dibattito è spiccata la presenza dell’onorevole Lello Topo, membro del Parlamento Europeo, che ha siglato le conclusioni istituzionali della serata sottolineando il valore delle comunità locali nello scacchiere europeo. Successivamente, le celebrazioni si sono spostate nella Villa Comunale per un momento conviviale, dove la tradizione gastronomica e l'abbraccio collettivo del paese hanno sugellato la festa del "turismo delle radici". A fare gli onori di casa è stata la prima cittadina, Angela D'Alto, che ha espresso profonda soddisfazione per la massiccia adesione all'iniziativa, rimarcando il valore strategico ed emotivo dell'evento: "Ogni anno, l'appuntamento con la Consulta rappresenta il momento ufficiale in cui Monte San Giacomo riapre le sue porte e riabbraccia i suoi figli lontani. Con questo incontro rinnoviamo quel filo invisibile ma indissolubile che ci unisce tutti, ovunque ci troviamo nel mondo. È una giornata straordinaria che appartiene nel profondo a ognuno di noi, perché le nostre radici sono da sempre la nostra forza più grande." La sindaca ha inoltre ribadito l'importanza dell'unità comunitaria per preservare una memoria condivisa pulita e priva di frammentazioni, evidenziando il dovere morale delle istituzioni nel valorizzare questo inestimabile patrimonio di relazioni umane
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