lunedì 6 luglio 2026
Attualità

Risiko bancario e il ruolo delle BCC: l'allarme di Michele Albanese

Il presidente della Banca Monte Pruno invita le banche di comunità a colmare i vuoti territoriali lasciati dal consolidamento bancario, con prudenza e responsabilità.

Risiko bancario e il ruolo delle BCC: l'allarme di Michele Albanese

Il consolidamento tra grandi gruppi bancari — il cosiddetto "risiko" — rischia di allontanare i centri decisionali dai territori e di lasciare scoperte le aree meno redditizie. Michele Albanese, presidente della Banca Monte Pruno, sottolinea l'importanza delle BCC come banche di comunità: devono difendere la prossimità, con un credito responsabile che coniughi tecnologia, rigore di bilancio e relazione umana.

Un’estate strana per l’Italia dove, le notizie che continuano a alimentare le testate giornalistiche nazionali si concentrano prevalentemente su un processo di modifica del settore economico dove, a decidere il futuro anche dei risparmiatori sono giochi di conquista che vede al tavolo i grandi gruppi bancari.

Un Risiko bancario, come viene comunemente denominato rifacendosi al celebre gioco da tavolo, che, inevitabilmente, comporterà anche cambiamenti nell’intero sistema bancario andando quindi a toccare anche i piccoli territori. Proprio perché tutti saranno coinvolti, è necessario anche avviare un’attenta analisi e riflessione a cui si è dedicato il presidente della Banca Monte Pruno Michele Albanese, forte anche della sua esperienza avendo già partecipato, anche in maniera attiva, ai cambiamenti epocali che il mondo bancario ha dovuto affrontare per adeguarsi alle nuove economie.

Per Albanese, pur riconoscendo che, il risiko bancario riguarda in prima persona i grandi grappi, invita tutti ad essere più attenti al tema evidenziando come, pensare che gli effetti andrebbero ad interessare soltanto i consigli di amministrazione delle grandi banche o comunque sarebbe solo un discorso limitato alla finanza nazionale, sarebbe un errore. “Quando una banca cambia dimensione, strategia o centro decisionale, - ricorda Michele Albanese - cambiano anche i rapporti con i territori, con le imprese, con le famiglie, con i risparmiatori. Più il sistema bancario tende a concentrarsi - più cresce il bisogno di banche capaci di restare vicine”.

Il Presidente della BCC Monte Pruno ritiene che il fenomeno che stiamo vivendo, rischia di allontanare i centri decisionali dai territori, basandosi solo sui numeri e lasciando vuoti assistenziali nelle aree in cui nascono i bisogni reali. Un cambiamento che tocca in primis proprio le BCC che si distinguono dagli altri istituti proprio perché possiedono una radice intrinsecamente cooperativa, mutualistica e territoriale.

“Non sono entità \"scalabili\" finanziariamente o moralmente. – sostiene il Presidente della Banca Monte Pruno - La loro diversità rappresenta una responsabilità e una forza. Devono riaffermare la propria identità come banche delle comunità, dei soci e delle economie locali”. Albanese mette poi al centro della sua analisi anche l’attuale contesto economico che vede la grande finanza ritirarsi dalle aree con meno densità abitativa riducendo gli sportelli e considerando \"meno redditizi\" i piccoli centri e, pertanto, le BCC, proprio per le loro caratteristiche di banche di comunità, non devono e non possono restare a guardare in maniera passiva. Le BCC, per Michele Albanese, devono occupare i vuoti lasciati dalle grandi banche con prudenza e visione, diventando un punto di riferimento fondamentale per artigiani, commercianti, agricoltori, microimprese e famiglie. Inoltre, il presidente della Banca Monte Pruno sottolinea che modernizzarsi non significa dimenticare il passato o copiare i modelli delle grandi banche.

“La sfida principale – spiega - è tenere insieme la tecnologia, il rigore di bilancio e l'efficienza con la relazione umana e la prossimità, garantendo che la digitalizzazione o l'innovazione non cancellino mai il rapporto personale e la conoscenza diretta dei volti e delle storie aziendali. Il sostegno economico a famiglie e imprese deve rimanere centrale, ma non si deve tradurre in un credito \"facile\" o concesso per pura abitudine. Al contrario, deve essere un credito responsabile, guidato da analisi patrimoniali rigorose ma capace allo stesso tempo di comprendere il valore sociale dei progetti e la credibilità delle persone\"