lunedì 24 agosto 2026
Cronaca

Agropoli, scoperta base domestica per coltivazione e spaccio di marijuana: arrestato 23enne

Sequestrati droga, piante, denaro contante e due serre artigianali: indagini coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania

Agropoli, scoperta base domestica per coltivazione e spaccio di marijuana: arrestato 23enne

I Carabinieri hanno arrestato ad Agropoli un giovane di 23 anni, trovato in possesso di marijuana, piante di cannabis, materiale per il confezionamento e contanti. Nel domicilio sono state individuate due serre artigianali per coltivazione ed essiccazione. Il caso è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Un'attività di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti strutturata tra le mura domestiche è stata scoperta e smantellata ad Agropoli. I Carabinieri della Sezione Operativa e Radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto un giovane di 23 anni del posto, ora sottoposto a indagini preliminari.

Il blitz è scattato lo scorso 22 agosto nell'ambito di un servizio di controllo del territorio. Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto nella disponibilità del ragazzo circa 285 grammi di marijuana già pronta, oltre a cinque piante della medesima sostanza e a vario materiale specifico per il confezionamento delle dosi. L'operazione ha portato anche al sequestro di 3.750 euro in contanti, somma ritenuta probabile provento dell'attività illecita.

L'ispezione è stata poi estesa al domicilio dell'indagato, dove i Carabinieri hanno individuato una vera e propria infrastruttura artigianale: due piccole serre attrezzate e adibite specificamente alla coltivazione e alla successiva essiccazione delle piante di cannabis.

Sulla base degli elementi di prova raccolti dalla polizia giudiziaria, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, guidata dal Procuratore Dott. Francesco Rotondo, ha convalidato la legittimità del provvedimento restrittivo. L'Ufficio giudiziario ha quindi sottoposto il caso al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), formulando contestualmente la richiesta di convalida dell'arresto e l'emissione di un'idonea misura cautelare.

Come previsto dalle garanzie costituzionali e ribadito formalmente dall'autorità giudiziaria, la persona sottoposta alle indagini è da ritenersi innocente fino a una eventuale sentenza irrevocabile di condanna.