La Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si è riunita a Vallo della Lucania con 50 amministratori locali per affrontare le scadenze su Piano del Parco e Piano Paesaggistico Regionale. Sul tavolo anche Piano pluriennale economico e sociale, commissioni interne e gestione della fauna selvatica, con l’obiettivo di un’azione istituzionale condivisa.
Pianificazione strategica, sviluppo economico e gestione dell'emergenza fauna selvatica. Sono questi i temi caldi al centro dell'ultimo vertice della Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che si è riunita a Vallo della Lucania sotto la presidenza del sindaco di Ascea, Stefano Sansone. Un incontro operativo cruciale che ha visto la partecipazione di ben 50 amministratori locali, tra sindaci e rappresentanti delle Comunità Montane, decisi a fare fronte comune davanti alle prossime scadenze regionali. Il tempo stringe e il territorio ha bisogno di risposte coordinate. Alla seduta di Vallo della Lucania hanno preso parte anche il Presidente dell'Ente Parco, Giuseppe Coccorullo, il Direttore Romano Gregorio e il Vicepresidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo. Al centro del tavolo, il delicato incastro tra gli strumenti urbanistici e di tutela: da un lato il Piano del Parco, dall'altro il Piano Paesaggistico Regionale della Campania. L'obiettivo dei sindaci è chiaro: individuare tempestivamente le criticità e superare i nodi burocratici prima che scadano i termini procedurali. Ma non si è parlato solo di vincoli. Tra i punti all'ordine del giorno spiccano il Piano pluriennale economico e sociale e l'imminente costituzione delle commissioni interne alla Comunità del Parco. Spazio anche a una delle problematiche più sentite dai cittadini e dal comparto agricolo: l'emergenza legata alla presenza dei cinghiali e alla gestione complessiva della fauna selvatica. "Abbiamo voluto affrontare insieme – spiega il presidente della Comunità del Parco Stefano Sansone - questioni sulle quali i nostri Comuni devono arrivare preparati. Il Piano del Parco e il Piano Paesaggistico Regionale richiedono un lavoro attento, perché dobbiamo approfondire le criticità, individuare le possibili soluzioni e rispettare le scadenze previste. Il confronto è servito proprio a condividere le questioni aperte e a organizzare i prossimi passaggi. Lo stesso metodo dovrà accompagnarci sul Piano pluriennale economico e sociale e sulle altre problematiche che interessano il territorio, a partire dalla gestione della fauna selvatica." La parola d'ordine emersa dall'aula è dunque "condivisione". La Comunità del Parco punta a muoversi come un unico blocco amministrativo, intensificando nei prossimi giorni il confronto diretto con l'Ente Parco e le istituzioni regionali per tradurre le idee in iniziative concrete. Un asse istituzionale compatto, insomma, per difendere la biodiversità senza però frenare lo sviluppo economico delle aree interne della provincia di Salerno.
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