Nel Vallo di Diano, 19 Comuni aderiscono alla Giornata Mondiale della Fibrosi Cistica illuminando di blu i monumenti l’8 settembre. L’iniziativa, sostenuta dalla Comunità Montana, punta a informare cittadini e istituzioni su diagnosi, terapie e necessità di maggiore consapevolezza.
Il Vallo di Diano fa squadra per la Giornata Mondiale della Fibrosi Cistica. L’8 settembre i monumenti di 19 Comuni saranno illuminati di blu. Un’iniziativa corale promossa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una patologia genetica grave, diffusa ma ancora poco conosciuta. A sostenere la campagna è la Comunità Montana “Vallo di Diano”, che aderisce all’iniziativa in rappresentanza dei Comuni del territorio.
La fibrosi cistica è provocata da mutazioni del gene CFTR, che determinano un’alterazione della proteina responsabile della regolazione di alcuni processi cellulari. La malattia colpisce in particolare polmoni e pancreas, provocando la formazione di muco denso, infezioni respiratorie e problemi di assorbimento dei nutrienti. Tra i sintomi possono comparire tosse, difficoltà respiratorie, perdita di peso e sudore particolarmente salato. In Italia PARE, circa una persona ogni trenta è portatrice sana della mutazione. La diagnosi può avvenire attraverso lo screening neonatale, il test del sudore e l’analisi genetica.
Negli ultimi anni, inoltre, la ricerca ha portato a nuove possibilità terapeutiche: accanto alle cure tradizionali per la gestione dei sintomi, sono disponibili farmaci modulatori della proteina CFTR, mentre proseguono gli studi per individuare nuove soluzioni per le mutazioni più difficili da trattare. Ma la ricerca da sola non basta. La Giornata dell’8 settembre vuole soprattutto informare, sensibilizzare e dare voce alle persone che convivono con la malattia, ricordando che, nonostante i progressi della medicina, non esiste ancora una cura definitiva per tutte le forme di fibrosi cistica.
E così, nel Vallo di Diano, il blu dei monumenti diventa un messaggio collettivo: conoscere la malattia significa anche contribuire a non lasciare sole le persone che ne sono affette. Una luce blu per accendere l’attenzione, dunque, e trasformare un gesto simbolico in un’occasione concreta di informazione e sensibilizzazione.
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