venerdì 24 luglio 2026
Attualità

Parco Nazionale Cilento: l'Ente smentisce indifferenza sulla vertenza dei 19 ex LSU

L'ente motiva l'assenza al tavolo regionale, segnala un credito verso la Regione e propone un progetto integrativo per incrementare ore e reddito dei lavoratori

Parco Nazionale Cilento: l'Ente smentisce indifferenza sulla vertenza dei 19 ex LSU

L'Ente Parco respinge le accuse di indifferenza rispetto alla vertenza dei 19 lavoratori ex LSU, spiega i motivi logistici dell'assenza al tavolo regionale del 16 luglio e chiede la riconvocazione. Segnala un credito di oltre 840 mila euro verso la Regione Campania, ricostruisce le proposte avanzate ai sindacati e invita la Regione a liquidare le somme anticipate per gli stipendi.

L'Ente Parco smentisce categoricamente qualsiasi atteggiamento di indifferenza nei confronti della vertenza dei 19 lavoratori ex LSU in servizio presso il Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni chiarendo il perché dell'assenza al tavolo istituzionale in Regione. Secondo la Presidenza, l'assenza al tavolo regionale del 16 luglio sarebbe stata determinata esclusivamente da motivi logistici e organizzativi. Nella nota si spiega che la convocazione sarebbe arrivata soltanto il 14 luglio e che già il giorno successivo era stata comunicata formalmente all'Assessorato regionale l'impossibilità del Presidente a partecipare, a causa di precedenti impegni istituzionali a Bruxelles. Il Presidente sarebbe rientrato nel Cilento solo nel pomeriggio del 16 luglio, rendendo impossibile la presenza all'incontro previsto a Napoli.
L'Ente sottolinea inoltre di aver chiesto contestualmente il rinvio della riunione per consentire la partecipazione dei propri vertici. Sul piano economico, il Parco ribadisce di essere pienamente consapevole delle proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori, ma evidenzia una situazione finanziaria complessa. L'Ente afferma infatti di vantare un credito di oltre 840 mila euro nei confronti della Regione Campania, relativo a trasferimenti ancora non erogati per diverse annualità. Nonostante questo, sostiene di aver anticipato con risorse proprie il pagamento degli stipendi per evitare ripercussioni occupazionali e garantire continuità ai lavoratori. Altro punto centrale riguarda la proposta avanzata ai sindacati. Il Parco chiarisce che non sarebbe possibile aumentare stabilmente l'orario di lavoro dei dipendenti da 12 a 18 ore settimanali per mancanza di autonomia finanziaria. La soluzione prospettata prevede invece un progetto integrativo della durata di cinque anni, da svolgersi fuori dall'orario ordinario, con l'obiettivo di incrementare reddito e ore lavorative accompagnando molti dipendenti fino al pensionamento.
Secondo il Presidente Giuseppe Coccorullo, questa ipotesi sarebbe stata già condivisa nei precedenti confronti con le organizzazioni sindacali. Nelle conclusioni, l'Ente rinnova la disponibilità al dialogo e chiede alla Regione Campania di riconvocare il tavolo istituzionale entro la fine del mese, oltre a sollecitare la liquidazione delle somme anticipate dal Parco. Al Prefetto di Salerno viene invece chiesto di prendere atto della ricostruzione dei fatti e dell'impegno profuso dall'Ente nella tutela del reddito e dell'occupazione dei lavoratori. 
La vertenza resta quindi aperta. Da una parte le richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, dall'altra la posizione dell'Ente Parco, che chiede un nuovo confronto istituzionale per individuare una soluzione condivisa. Saranno ora i prossimi incontri con la Regione Campania a stabilire se sarà possibile ricomporre il confronto e dare risposte ai 19 lavoratori coinvolti.