
Una svolta decisa nelle indagini sul grave rogo che ha colpito il Vallo di Diano lo scorso mese. I Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, guidati dal Capitano Veronica Pastori, hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, nei confronti di un uomo di cinquantun anni, originario del posto. L'accusa formale per lui è pesante: è ritenuto responsabile del reato di incendio. I fatti risalgono allo scorso 12 giugno, quando un violento incendio ha letteralmente devastato un fabbricato adibito a bar-tabacchi. L'attività commerciale si trova in una posizione nevralgica e ad alto rischio: sorge infatti all'interno di un'area di servizio per la distribuzione di carburanti situata nel comune di Polla, lungo la Strada Statale 19-ter. Solo il tempestivo intervento dei soccorsi ha evitato che le fiamme potessero propagarsi alle cisterne di benzina, scongiurando una vera e propria tragedia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'indagato avrebbe agito utilizzando della sostanza infiammabile per appiccare il fuoco in modo rapido e distruttivo. Ma l'uomo non avrebbe agito da solo. L'ipotesi accusatoria parla infatti di un reato commesso in concorso con un'altra persona, che allo stato attuale non è stata ancora identificata. La complessa attività investigativa è stata condotta sul campo dall'Aliquota Operativa e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Sala Consilina, guidata dal Capitano Veronica Pastori, insieme al personale della Stazione Carabinieri di Polla. Il lavoro sinergico dei militari, sotto la direzione e il costante coordinamento della Procura di Lagonegro, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del cinquantunenne. Dopo la notifica del fermo e l'espletamento delle formalità di rito, l'uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Salerno, dove si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nel frattempo, le indagini dei Carabinieri proseguono in maniera incessante: l'obiettivo prioritario degli investigatori è ora dare un volto e un nome al presunto coautore del raid incendiario. Dalla Procura guidata dal procuratore Giuseppe Cavallone si ricorda, nel rispetto della normativa sulla comunicazione istituzionale, che si tratta di addebiti provvisori formulati nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità penale dell'indagato dovrà essere eventualmente accertata in sede di dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, fino a sentenza irrevocabile. Per il momento, il territorio registra una pronta risposta dello Stato davanti a un atto di estrema gravità.


