martedì 3 novembre 2026
Eventi e Cultura

Grotte di Pertosa-Auletta, un secolo di esplorazioni: mostra per il centenario della spedizione del 1926

Dal 4 novembre un’esposizione gratuita ripercorre la prima esplorazione scientifica completa della cavità e rilancia il valore culturale del sito

Grotte di Pertosa-Auletta, un secolo di esplorazioni: mostra per il centenario della spedizione del 1926

A cento anni dalla storica spedizione speleologica del 1926, la Fondazione MIdA inaugura una mostra documentaria e fotografica all’aperto davanti alle Grotte di Pertosa-Auletta. L’iniziativa racconta la nascita della conoscenza scientifica del complesso ipogeo, oggi tra i più rilevanti in Italia per valore naturalistico e archeologico.

Cento anni di oscurità illuminata, cento anni di esplorazioni che hanno cambiato la storia della speleologia italiana. Era l'autunno del 1926 quando la Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie di Trieste, oggi intitolata a Eugenio Boegan, varcò l'imponente ingresso naturale delle Grotte di Pertosa-Auletta per compiere la prima esplorazione scientifica e speleologica completa della cavità. Per celebrare questo storico centenario, la Fondazione MIdA (Musei Integrati dell’Ambiente) ha istituito una mostra all'aperto a ingresso gratuito nel piazzale antistante le Grotte.

Un'esposizione documentaria e fotografica che aprirà i battenti il prossimo 4 novembre, data che coincide simbolicamente con il giorno in cui, un secolo fa, si conclusero i lavori della storica spedizione. Le grotte salernitane erano note e frequentate da secoli, già oggetto di prime indagini archeologiche e ricognizioni parziali. Tuttavia, la missione del 1926 impresse una svolta definitiva alla conoscenza del sistema ipogeo. Diretta da Mariano Apollonio e supportata dal Touring Club Italiano di Salerno, la spedizione vide la partecipazione di otto speleologi, tra cui Bruno Boegan. Arrivati sul massiccio degli Alburni il 27 ottobre 1926, gli esperti lavorarono intensamente per oltre una settimana. Il risultato fu una mappatura topografica complessiva e, soprattutto, una straordinaria documentazione fotografica degli ambienti sotterranei.

Le storiche immagini d'archivio in mostra restituiscono l'aspetto originario e selvaggio della cavità, prima che venissero realizzati gli attuali percorsi turistici. Un lavoro pionieristico che ha gettato le basi per la successiva valorizzazione di un sito oggi visitato da turisti di tutto il mondo. La mostra non vuole essere soltanto una celebrazione nostalgica del passato, ma una chiave di lettura per comprendere il presente e il futuro del sito. Il patrimonio naturale e archeologico delle grotte continua infatti a rivelarsi e a rinnovarsi. Di recente, la Sala del Paradiso e la Sala delle Spugne sono state riaperte al pubblico dopo un profondo rinnovo dell'impianto di illuminazione, migliorando radicalmente l'esperienza della visita guidata.

Le Grotte di Pertosa-Auletta detengono primati unici: sono le sole in Italia dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, il Negro, e le uniche in Europa a conservare i resti di un villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C. Il percorso espositivo offre anche un'opportunità digitale per i visitatori. Durante tutto il periodo della mostra, sarà possibile scansionare un QR code per scaricare gratuitamente il volume “Le Grotte dell’Angelo a Pertosa. Il sistema sotterraneo e il giacimento archeologico”, scritto da Felice Larocca, direttore del Museo Speleo-Archeologico di Pertosa, e pubblicato dalla Fondazione MIdA. La mostra all'aperto rappresenta un tassello di un'offerta culturale molto più ampia. La Fondazione MIdA gestisce infatti un sistema museale distribuito tra i comuni di Pertosa e Auletta, inserito dal 2010 nella lista dei Geoparchi UNESCO.

Oltre alle grotte, il circuito comprende il Museo Speleo-Archeologico (SPARCH), situato nel centro storico di Pertosa, che ricostruisce la vita quotidiana nell'età del Bronzo grazie a modelli in realtà virtuale 3D e reperti originali, e il Museo del Suolo, un viaggio interattivo e sensoriale dedicato alla tutela della risorsa terra. Con questa iniziativa, la comunità locale e i viaggiatori internazionali hanno l'occasione di riscoprire un cammino iniziato esattamente un secolo fa, dimostrando come la ricerca, l'esplorazione e le nuove tecnologie continuino a svelare i segreti nascosti nelle viscere della Terra.