Sabato 7 novembre, l'Aula Magna della Scuola Primaria Matteotti di Sala Consilina ospiterà la presentazione del volume "La democrazia liberale di Giovanni Amendola, baluardo contro i totalitarismi. I discorsi di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina (1919-1922)". L'incontro intende ripercorrere il pensiero e l'eredità politica di Amendola che proprio a Sala Consilina, nel 1922, pronunciò un celebre discorso
A cento anni dalla scomparsa di Giovanni Amendola, Sala Consilina si appresta a rivivere una pagina fondamentale della sua storia politica. Sabato 7 novembre 2026, alle ore 18:00, l’Aula Magna della Scuola Primaria Matteotti ospiterà la presentazione del volume "La democrazia liberale di Giovanni Amendola, baluardo contro i totalitarismi. I discorsi di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina (1919-1922)", curato da Massimiliano Amato e Alfonso Conte ed edito dalle Edizioni dell’Ippogrifo nella collana Historiæ.
Custodire la memoria di Giovanni Amendola non significa soltanto rendere omaggio a uno dei più lucidi intellettuali e politici del Novecento italiano, ma vuol dire soprattutto riappropriarsi di una bussola ideale in un'epoca di profonde trasformazioni. Il cuore dell'opera pulsa attorno a tre storici interventi politici pronunciati da Amendola in provincia di Salerno in un quadriennio cruciale: quello compreso tra il 1919 e il 1922. Si tratta degli anni drammatici che videro il tramonto dell'Italia giolittiana e la progressiva ascesa del fascismo. Attraverso le parole pronunciate nelle piazze di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina, i curatori ricostruiscono la genesi e la fermezza di un pensiero che identificava nelle istituzioni parlamentari l'unica vera trincea contro le derive autoritarie e totalitarie destinate a travolgere l'Europa.
In una fase storica caratterizzata da violenti scontri sociali e dalla profonda crisi dello Stato liberale, Amendola scelse di parlare alle comunità del Mezzogiorno rifiutando le lusinghe della retorica demagogica. Proprio a Sala Consilina, il 1° ottobre 1922 – a meno di un mese dalla marcia su Roma –, l'allora ministro delle Colonie del governo Facta pronunciò un celebre e accorato discorso in cui ammonì il nascente fascismo, dichiarando con fermezza che il Mezzogiorno «non è terra di conquista». Amendola, al contrario, oppose ai primi segnali del totalitarismo un progetto rigoroso fondato sulla legalità, sul progresso civile e sul consolidamento delle libertà democratiche. I suoi comizi nel territorio salernitano testimoniano il tentativo estremo, e isolato, di mobilitare la coscienza civile del Paese per arginare l'ondata squadrista.
La pubblicazione curata da Amato e Conte supera i confini della semplice operazione storiografica per trasformarsi in una riflessione di stretta attualità. Restituisce la statura morale e politica di un leader che non accettò mai compromessi con il regime nascente, pagando con la vita la difesa dei propri ideali. A distanza di oltre un secolo, quei discorsi raccolti nel volume conservano intatta la propria forza e continuano a offrire una lezione magistrale di coraggio civile e attaccamento ai valori democratici. La serata di presentazione del libro si aprirà con i saluti del sindaco di Sala Consilina Domenico Cartolano e dell'assessore alla cultura Josemari Biscotti. Ad introdurre il dibattito sarà Maura Ciociano, in rappresentanza della casa editrice Edizioni dell’Ippogrifo. Successivamente il giornalista Giuseppe D’Amico dialogherà direttamente con i due curatori del volume, Massimiliano Amato e Alfonso Conte.


