giovedì 5 novembre 2026
Cultura

Sala Consilina ricorda Giovanni Amendola a cento anni dalla scomparsa con la presentazione di un libro sui suoi storici discorsi contro il fascismo.

Il comune di Sala Consilina ospiterà la presentazione del libro curato da Massimiliano Amato e Alfonso Conte, incentrato sui discorsi pronunciati tra il 1919 e il 1922 dal leader liberale Giovanni Amendola nella provincia di Salerno.

Sala Consilina ricorda Giovanni Amendola a cento anni dalla scomparsa con la presentazione di un libro sui suoi storici discorsi contro il fascismo.

Sabato 7 novembre, l'Aula Magna della Scuola Primaria Matteotti di Sala Consilina ospiterà la presentazione del volume "La democrazia liberale di Giovanni Amendola, baluardo contro i totalitarismi. I discorsi di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina (1919-1922)". L'incontro intende ripercorrere il pensiero e l'eredità politica di Amendola che proprio a Sala Consilina, nel 1922, pronunciò un celebre discorso

A cento anni dalla scomparsa di Giovanni Amendola, Sala Consilina si appresta a rivivere una pagina fondamentale della sua storia politica. Sabato 7 novembre 2026, alle ore 18:00, l’Aula Magna della Scuola Primaria Matteotti ospiterà la presentazione del volume "La democrazia liberale di Giovanni Amendola, baluardo contro i totalitarismi. I discorsi di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina (1919-1922)", curato da Massimiliano Amato e Alfonso Conte ed edito dalle Edizioni dell’Ippogrifo nella collana Historiæ.

Custodire la memoria di Giovanni Amendola non significa soltanto rendere omaggio a uno dei più lucidi intellettuali e politici del Novecento italiano, ma vuol dire soprattutto riappropriarsi di una bussola ideale in un'epoca di profonde trasformazioni. Il cuore dell'opera pulsa attorno a tre storici interventi politici pronunciati da Amendola in provincia di Salerno in un quadriennio cruciale: quello compreso tra il 1919 e il 1922. Si tratta degli anni drammatici che videro il tramonto dell'Italia giolittiana e la progressiva ascesa del fascismo. Attraverso le parole pronunciate nelle piazze di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina, i curatori ricostruiscono la genesi e la fermezza di un pensiero che identificava nelle istituzioni parlamentari l'unica vera trincea contro le derive autoritarie e totalitarie destinate a travolgere l'Europa.

In una fase storica caratterizzata da violenti scontri sociali e dalla profonda crisi dello Stato liberale, Amendola scelse di parlare alle comunità del Mezzogiorno rifiutando le lusinghe della retorica demagogica. Proprio a Sala Consilina, il 1° ottobre 1922 – a meno di un mese dalla marcia su Roma –, l'allora ministro delle Colonie del governo Facta pronunciò un celebre e accorato discorso in cui ammonì il nascente fascismo, dichiarando con fermezza che il Mezzogiorno «non è terra di conquista». Amendola, al contrario, oppose ai primi segnali del totalitarismo un progetto rigoroso fondato sulla legalità, sul progresso civile e sul consolidamento delle libertà democratiche. I suoi comizi nel territorio salernitano testimoniano il tentativo estremo, e isolato, di mobilitare la coscienza civile del Paese per arginare l'ondata squadrista.

La pubblicazione curata da Amato e Conte supera i confini della semplice operazione storiografica per trasformarsi in una riflessione di stretta attualità. Restituisce la statura morale e politica di un leader che non accettò mai compromessi con il regime nascente, pagando con la vita la difesa dei propri ideali. A distanza di oltre un secolo, quei discorsi raccolti nel volume conservano intatta la propria forza e continuano a offrire una lezione magistrale di coraggio civile e attaccamento ai valori democratici. La serata di presentazione del libro si aprirà con i saluti del sindaco di Sala Consilina Domenico Cartolano e dell'assessore alla cultura Josemari Biscotti. Ad introdurre il dibattito sarà Maura Ciociano, in rappresentanza della casa editrice Edizioni dell’Ippogrifo. Successivamente il giornalista Giuseppe D’Amico dialogherà direttamente con i due curatori del volume, Massimiliano Amato e Alfonso Conte.